La piazza, che si colloca lungo l’asse urbano che collega il Cimitero (luogo della memoria) alla zonindustriale (luogo del lavoro), crea un senso percettivo unitario, esaltato dalla caratteristica forma a ferro di cavallo.

 

Lo spazio è delimitato da una cortina di edifici pensati unicamente per il popolo, escludendo qualsiasi funzione di regime.

 

Pur rappresentando il baricentro fisico del paese, infatti, la piazza non concentra in sé funzioni civili, politiche o rappresentative ma riveste un ruolo essenzialmente simbolico, formale e percettivo. Gli alti porticati su piazza della Repubblica ritagliano dunque uno spazio “ibrido”, in cui pubblico e privato cooperano per governare questo raffinato filtro spaziale, tra piazza ed abitazioni.

L’unico edificio pubblico a funzione collettiva è il teatro, elemento mediano tra la piazza e viale Roma, accessibile da più lati. 

E’ probabile che la forma ad arena fosse l’espressione di un desiderio diretto di Rossoni per fornire alla popolazione uno spazio attrezzato per spettacoli musicali e teatrali all’aperto; ipotesi che spiega la significativa assenza di quell’usuale palcoscenico retorico rappresentato dalla torre littoria, sostituito dallo spazio balconato, aggettante sulla piazza.

Da notare inoltre che –andando contro la tradizione italiana- la piazza fu impreziosita dalla “passeggiata”: due filari di pini marittimi delineavano il perimetro dello spazio pubblico.